Sono passati ventitre anni dall'uccisione di Mauro Rostagno, il sociologo che narrava con semplicità i fatti di cronaca della nostra città, i lati più oscuri e più tristi. In questi vent'anni tutto è avvolto dal silenzio di chi, con menefreghismo non ha cercato la verità di mille interrogativi sulla sua morte, sulle pentole che stava scoverchiando, e su tanto altro. Un silenzio che fa quasi paura, e che con il passare del tempo rischia sempre più di far dimenticare la figura di Mauro.
Sono molti gli interrogativi attorno questa triste pagina di storia trapanese, interrogativi che toccano un pò tutto. E' Stata la mafia? O qualcosa di più? Lo hanno ucciso solo perchè dava fastidio con i suoi bellissimi editoriali? Oppure perchè aveva osato scoverchiare la pentola che conteneva la parola "traffico d'armi"? Sono mille interrogativi che rimbalzano da ventun'anni a questa parte, e anche se rimangono visibili qua e là le scritte "Mauro è Vivo", sembra che a parte le commemorazioni annuali, si stia creando un silenzio assordante. Dopo anni di silenzio, tra richieste di archiviazione del caso e la superficialità di gran parte della città verso questa triste vicenda, nel 2007 l'associazione Ciao Mauro inizia una raccolta di firme per la riapertura del processo, riuscendo ad ottenere ciò che Mauro meritava.
Il 2 febbraio scorso, è iniziato il processo Rostagno che vede alla sbarra Vincenzo Virga e Vito Mazzara. E' stata la mafia ad ucciderlo, ma molti punti interrogativi sulle forze "oscure" attorno al suo omicidio, rimarranno un mistero, anche dopo la conclusione del processo.
Una cosa è certa: Mauro Rostagno ha lasciato il segno e ovviamente ha anche lasciato un vuoto incolmabile; e anche se sono trascorsi ventun'anni, da un certo punto di vista sembra di essere rimasti fermi, d'altra parte la nostra città, a parte il lato estetico, non è poi tanto cambiata rispetto ad allora.
Questa pagina è dedicata a lui e a tutti quelli che non hanno mai avuto paura di scoverchiare le pentole "calde".