Sono passati vent'anni dall'uccisione di Mauro Rostagno, il sociologo che narrava con semplicità i fatti di cronaca della nostra città, i lati più oscuri e più tristi. In questi vent'anni tutto è avvolto dal silenzio di chi, con menefreghismo non ha cercato la verità di mille interrogativi sulla sua morte, sulle pentole che stava scoverchiando, e su tanto altro. Un silenzio che fa quasi paura, e che con il passare del tempo rischia sempre più di far dimenticare la figura di Mauro.
Sono molti gli interrogativi attorno questa triste pagina di storia trapanese, interrogativi che toccano un pò tutto. E' Stata la mafia? O qualcosa di più? Lo hanno ucciso solo perchè dava fastidio con i suoi bellissimi editoriali? Oppure perchè aveva osato scoverchiare la pentola che conteneva la parola "traffico d'armi"? Sono mille interrogativi che rimbalzano da vent'anni a questa parte, e anche se rimangono visibili qua e là le scritte "Mauro è Vivo", sembra che a parte le commemorazioni annuali, si stia creando un silenzio assordante. Fatto sta che l'omicidio è ancora senza mandanti, le indagini sono state chiuse e poi riaperte(grazie sopratutto a una raccolta di firme(10.000) promossa nel 2007 dall'associazionismo trapanese), e tra una proroga e l'altra sembra che si stia perdendo solo tempo.
Una cosa è certa: Mauro Rostagno ha lasciato il segno e ovviamente ha anche lasciato un vuoto incolmabile; e anche se sono trascorsi vent'anni, da un certo punto di vista sembra di essere rimasti fermi, d'altra parte la nostra città, a parte il lato estetico, non è poi tanto cambiata rispetto ad allora.

Questa pagina è dedicata a lui e a tutti quelli che non hanno mai avuto paura di scoverchiare le pentole "calde".


 Rostagno, caso risolto Rino Giacalone - 24/05/2009

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