Accolto freddamente al recentissimo Festival di Venezia, il lungometraggio sembra non piacere tanto alla critica
generale. Io non sono pienamente d' accordo.
Il film, tratto dal romanzo "Una relazione" di Carlo Cassola, ambientato in Toscana prevalentemente negli anni antecedenti al secondo conflitto mondiale, ci evidenzia l'immortale passione tra l'impiegato-coniugato, Giovanni( interpretato da un inimitabile Stefano Accorsi) e la ricercatrice di speranze Maria ( Maya Sansa) ; altro protagonista del film è il treno, testimone del loro amore e confine della loro vita privata e la loro proibita unione.
Una moglie è un amante quando si è giovani, una compagna col passare degli anni; ma un amore ritrovato, dopo che si ha già una vita coniugale , anche per la clandestinità del rapporto, rende i turbolenti partner amanti per sempre.
L' opera, del regista Carlo Mazzacurati, mette dunque in primo piano l'amore fra i due protagonisti , sottolineando poco la realtà storica di quegli anni e gli accenni alla contestualizzazione delle punizioni fasciste per adulterio. Forse è proprio questo che non è piaciuto ai critici. Ma nonostante tutto resta assolutamente da vedere.......poi giudicate voi!
Francesco Paolo D'Amico
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