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MELISSA P. Regia: Luca Guadagnino VOTO AL FILM: 3 AUTORE DELLA RECENSIONE: F.SCO PAOLO D'AMICO
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| Leggere il libro e
vedere il film sono due cose essenzialmente diverse. Il libro che ha venduto milioni di copie, è stato libro dell'anno perché, nonostante il tema scottante trattato, è uno scritto che suscita curiosità estrema, insolita, riservata, pagina dopo pagina. Il film per quanto possa essere campione d'incassi è solo grazie alla strumentalizzazione dei media. Perché questo è scarso, deludente sotto ogni forma. Per certi versi si cerca di riprendere qualche scena del libro, ma in maniera molto figurativa, tralasciando di molto l'aspetto psicologico che fa soltanto acqua. Non è la Melissa che leggiamo in "cento colpi di spazzola", quella del film. Solo una Melissa semi-inventata, mal copiata, per certi versi abdicata alla vera protagonista che si vuol fare intendere. Che fine hanno fatto la sicilianeità co-protagonista e la collocazione provinciale della Melissa Panarello del libro? In questo lungometraggio vediamo una Melissa di una città qualsiasi e di un ceto sociale poco inquadrato. Ma poi chi erano questa nonna libertina, questo padre invisibile sazio di responsabilità, questa Emanuela, amica priva di spontaneità? Il film non decolla. Affonda e basta. Si cerca di ricostruire una storia, aggrappandosi alla realtà del libro, col risultato di provocare solo noia per chi lo ha letto e un attribuzione di genere prevalentemente pornografico per chi si è fatto trascinare solo da pubblicitaria curiosità. In definitiva questo film è solo un insulto, inutile spreco di tempo, campione d'incassi solo perché è l'assordante pubblicità che incentiva alla visione. Francesco Paolo D'Amico |