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Insolita
recensione di un aspirante poeta
Ho visto un film.
Uno zoo. Una guerra. un'amore.
La morte . La vita.
Desideri dominati dall'essenza del cuore, un cuore di poeta
pericoloso come il coraggio di una tigre affamata,
candido come neve in Groenlandia.
Il tutto dentro una splendida POESIA cullata dalla ostacolata speranza.
Il film si apre con la " partecipazione straordinaria" dei grandissimi
poeti Jorge Luis Borges, Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti e Marguerite
Yourcenar, e prosegue con lui il Protagonista, quel Attilio De Giovanni
, uomo, padre, poeta esuberante e stravagante innamorato della poesia
e della bellissima Vittoria, studiosa di letteratura che non ricambia
il suo sentimento , impegnata a scrivere la biografia del massimo poeta
iracheno Fuad.
Quest ' ultimo, dopo aver a lungo abitato a Parigi, decide di tornare
in patria proprio nell'imminenza dell'inizio delle ostilità; Vittoria
lo segue al fine di poter continuare il proprio lavoro.
E per conquistare Vittoria, Attilio, non esiterà ad andare in Iraq
senza conoscere una sola parola di arabo e iniziando la sua guerra personale
armato solo di poesia...
Una guerra per salvare l'amore, un amore dentro una guerra
più pazza del sogno di un canguro in abito da sposa
e dove tra la sua irrazionalità si può pregare Allah, recitando
anche il Padre nostro.
Benigni non ignora la tragedia, incarnata nel poeta iracheno,
una morte forse un po' troppo silenziosa tra le assordanti bombe in versione
live per questa storia d'amore.
Ma la poesia continua con rime baciate per sedurre figlie e pipistrelli,
qualche verso di Neruda, Tagore Montale, Majakovskij
..
Una poesia sempre più contornata dalle soavi vibrazioni di Piovani,dalle
consuete scosse di Cerami e dalla magnifica "You can never hold back
spring" di Tom Waits.
E allora non resta che assorbire integralmente il fascino
delle emozioni che scaturiscono una poesia in questo caso animata,colorata,
a tratti fredda come la neve a tratti a strisce come una tigre.
Un capolavoro da non perdere , sempre meno presente nelle nostre sale.
"Spero
che questa storia vi sorprenda, vi distragga, vi inquieti, vi diverta
e vi commuova. Forse sono troppe. Vabbè, ma anche una sola di queste
già sarebbe una cosa straordinaria per un film". Questo è
stato l'auspicio di Benigni.
E tutte queste insieme caro Roberto?
Pablo
D'Amico
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