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Ferie d'Agosto Regia: Paolo Virzì |
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Autore della recensione: Francesco Genovese
Voto : 8
Sandro Molino(Silvio Orlando) è un noto intellettuale e giornalista di sinistra che va da tanti anni in vacanza a Ventotene con la comitiva di amici, dove soggiornano in una casa rustica, a lume di candela, tra libri, quotidiani e insalate. Una casa dove è bandita la tv, la radio e la luce. Solo una chitarra strimpellata da Mauro, attore disoccupato, padre della bambina che ha avuto da Cecilia(Laura Morante), compagna di Sandro.
Sembra tutto tranquillo quando nella villetta vicina alla loro casa rustica arriva la famiglia Mazzalupi, romani, casinisti, arricchiti e privi di ideali.
Le due comitive si spiano, si sfidano, si odiano, e in un certo senso si confrontano, un confronto in cui si trovano solo i difetti.
Le vicende personali delle due comitive si intrecciano tra di loro, mettendo in risalto l'unica cosa in comune: l'infelicità.
Un'infelicità che esce fuori durante la sera di ferragosto, in cui ogni personaggio, davanti le stelle esprime i propri desideri, facendo uscire fuori la propria insoddisfazione.
Chi innamorato della cognata, chi invece che ha rinunciato i propri sogni musicali per il matrimonio, chi alla ricerca di un padre, chi invece vorrebbe una vita normale, chi vorrebbe più rispetto, chi si è innamorata, chi alla ricerca del proprio padre, chi vorrebbe essere indipendente e chi invece pensa di avere troppi desideri.
Forse è il più bello dei film di Virzì...ormai un grande regista del cinema italiano, che nel 1996 vinse il David di Donatello per il miglior film italiano.
Un film geniale che mette in evidenza due mondi forse troppo diversi tra di loro, due modi completamente diversi di essere Italiani, due mondi così lontani ma che per certi versi sono anche uguali.
Un film profondo, che regala tante emozioni, ma anche qualche risata.